Intervento dal 5 al 19 Aprile 2016 con Lucia Forneris e Cecilia Pizzi.
Il progetto si propone di introdurre bambini orfani con disabilità uditive delle elementari e scuola materna della scuola Ntinda School for the Deaf di Kampala, ad attività manuali e creative per agevolare un lavoro costruttivo rispetto alla propria presenza, alla riflessione, alla propria identità e all’aiuto nell’ apprendimento. Il toccare è lo strumento che per eccellenza porta il bambino alla conoscenza, ad una conoscenza diretta con la realtà aiutandolo così a comprendere più aspetti di essa.


Durante la prima fase del progetto si è lavorato con i bambini della PRE- NURSERY, NURSERY, P.1., P.2., P.3.. A breve riprenderà il progetto insieme ai ragazzi più grandi per la realizzazione della seconda fase.

Il progetto TELL ME ABOUT YOURSELF ha visto la realizzazione di piccoli libri attraverso la tecnica della carta fatta a mano. Il progetto era diviso in due workshop, nel primo i ragazzi lavoravano con l’impronta come strumento di espressione di sé e della loro presenza, e nella seconda parte hanno realizzato gli album.

Lavorare sull’impronta è stato un passaggio molto importante per i ragazzi, poiché essi essendo sordi hanno un maggior bisogno di affermare la loro presenza ed il loro esserci attraverso il contatto con la realtà. Alcuni bambini lasciavano l’impronta con forza, sembrava che “ picchiassero” il cartone come a voler urlare con violenza “ Io ci sono! Sono qui!”. Altri bambini invece affermavano la loro presenza riproducendo più volte l’impronta una sopra all’altra con colori differenti. Infine c’era chi tra i ragazzi ha espresso una grande incertezza e paura a riconoscersi in quanto essi lasciavano l’impronta e subito dopo la cancellavano, solo dopo molti tentativi riuscivano ad accettare l’immagine lasciata.

All’interno del lavoro i ragazzi hanno trovato uno spazio dove potersi affermare e riconoscersi con le loro fatiche ed i loro limiti, questo li ha portati ad essere più tranquilli e sereni durante i laboratori e più attivi durante la giornata. Il gesto per i bambini sordi è l’elemento principale per il dialogo ed in questo lavoro è diventato lo strumento di espressione di sé, gli insegnanti osservavano ed aiutavano i bambini durante il lavoro.

Il gesto quindi nelle sue differenti forme è diventato il protagonista dei nostri incontri attraverso il quale il bambino poteva conoscersi e crescere, come ad esempio l’atto dello strappo ha aiutato il bambino a rilassarsi sfogando all’interno di questo movimento le sue difficoltà e paure.

Il laboratorio della carta ha suscitato nei bambini un grande fascino ed interesse che li ha aiutati nel rapporto tra di loro; il dialogo tra i ragazzi sordi nasce da un contatto che a volte per un malinteso si può trasformare in una piccola lotta, durante il lavoro i bambini erano più paziente ed inclini a guardare l’altro senza essere impulsivi e violenti erano molto attenti e calmi perché mossi dall’interesse del lavoro. Il fascino li aiutava a seguire la proposta e chi avevano dinnanzi provando a fidarsi e arrivando a sviluppare anche una forte intelligenza nel lavoro che li ha portati ad essere autonomi.

La consequenzialità delle azioni li ha aiutati a sviluppare un nuovo metodo per guardare e relazionarsi con le cose poiché hanno visto che da un’azione ne consegue un’altra che parte dalle conseguenze della precedente e che quindi vi è sempre un rapporto diretto tra le azioni ed anche con chi le compie.